L’allarme degli infermieri: poco personale nei reparti

Postato il 07 Dic 2017
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In Geriatria, Ortopedia, Chirurgia 1 e Chirurgia Vascolare un addetto per 18 malati Ma la Asl rassicura: «Presto il concorso e a gennaio sono previste 13 assunzioni»


06 dicembre 2017

PESCARA. Un infermiere ogni sei degenti. È questo il rapporto che dovrebbe esserci in un reparto dell’ospedale di Pescara. E invece in alcuni reparti, come Geriatria, Ortopedia, Chirurgia I e Chirurgia Vascolare «si sale addirittura a un infermiere ogni 15 o 18 pazienti».
La denuncia arriva da Irene Rosini, recentemente confermata alla presidenza del collegio Ipasvi di Pescara che parla di una «grave carenza di infermieri e operatori socio sanitari»
Rosini, che lancia la sua segnalazione a pochi giorni dalle elezioni per il rinnovo del collegio provinciale, sottolinea in generale «uno stato di precarietà assistenziale» in tutta la Asl, compresi i presidi di Penne e Popoli. E fa notare come sia «diventata purtroppo una consuetudine assistere al sovraccarico di pazienti nelle unità operative di Geriatria, Ortopedia, Chirurgia I e Chirurgia Vascolare. Il personale infermieristico e socio sanitario riesce appena a garantire il minimo bisogno assistenziale. E a volte con grande difficoltà neppure quello. Al di là di chi sia la responsabilità, le istituzioni preposte devono impegnarsi affinché sia garantita un’assistenza efficace ed efficiente, che risponda ai bisogni di salute dei cittadini e faccia lavorare in sicurezza gli operatori».
I dati forniti dall’Ipasvi sulla carenza di infermieri sono «allarmanti, ben lontani da quel rapporto ottimale di 1/6, necessario per garantire un’assistenza adeguata e un basso rischio di mortalità», fa notare il presidente del Collegio. «L’unità operativa di Geriatria, ad esempio, ha costantemente un tasso di occupazione del 136%. È il segno, probabilmente di una mancata risposta assistenziale sul territorio, difficilmente imputabile ai cittadini. Questa situazione umilia e ferisce chi la subisce e mortifica la professionalità dei tanti infermieri che in questo contesto organizzativo si difendono come possono. Il diritto alla salute e alla sicurezza delle cure previsto dalla legge inizia ad essere difficilmente applicabile in questi contesti».
Gli infermieri del collegio provinciale Ipasvi hanno chiesto un impegno forte alla Regione su più fronti, nel corso di un incontro: «investire sul personale, dando il via alle procedure concorsuali che non avvengono più dal 2001, fatta eccezione per il personale dell’area critica; attivare il tavolo tecnico per il nomenclatore tariffario regionale per riconoscere le prestazioni infermieristiche e dare il via all’apertura degli ambulatori infermieristici sul territorio per i pazienti affetti da patologie croniche che necessitano di continuità assistenziale». Per il reclutamento del personale, è stato chiesto a Francesca Rancitelli, responsabile dell’ufficio legale della Asl di Pescara, che «il bando di concorso per mobilità per il personale infermieristico rispetti la normativa vigente, che prevede l’esame del curriculum vitae e l’eventuale colloquio motivazionale, come tra l’altro riportato anche in una recente sentenza della Corte di Cassazione».
Una prima risposta è arrivata dall’assessore regionale Silvio Paolucci che «si è impegnato sulla questione, individuando risorse economiche dedicate». Alla Regione sono state anche ribadite le criticità già evidenziate «sull’acquisizione di personale infermieristico da agenzie interinali, sulla selezione per la somministrazione di prestazioni infermieristiche e sull’ormai purtroppo consolidata e negativa consuetudine di far eseguire attività domestico alberghiere al personale infermieristico».
La Asl si è già espressa sui temi sollevati dall’Ipasvi cercando di spegnere le polemiche. Di recente, rispondendo alle critiche formulate dalla Cisl sugli stessi argomenti, il direttore generale Armando Mancini ha fatto sapere che a breve si svolgerà il concorso per l’assunzione di infermieri e il mese prossimo ne saranno assunti 13. Ma non si può non tenere conto che c’è il blocco delle assunzioni, va rispettato il tetto stabilito dalla Regione e c’è anche il blocco del turn over, per cui non si può assumere più di una persona per due professionisti in organico che vanno in pensione.
La Asl ha già provveduto a ridurre il ricorso agli interinali essendo preferibile, per quanto possibile, la soluzione dell’assunzione di ruolo. (e.r.)

 

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